Rentri: imprese che non sono tenute ad iscriversi

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La gestione dei rifiuti in Italia ha visto l’introduzione del Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI), un sistema che mira a digitalizzare e semplificare il monitoraggio del ciclo di vita dei rifiuti. Tuttavia, non tutte le imprese sono tenute a iscriversi.

Vediamo insieme quali categorie ne sono esenti.

Le categorie esenti dall’iscrizione al RENTRI

L’iscrizione al RENTRI non è obbligatoria per:

  1. Imprese e enti produttori iniziali di rifiuti NON pericolosi con meno di 10 dipendenti. Queste piccole realtà produttive beneficiano di un’esenzione che permette loro di evitare ulteriori oneri burocratici.
  2. Aziende che producono rifiuti NON pericolosi appartenenti ai comparti agricolo, edilizio, commerciale e di servizi, indipendentemente dal numero di dipendenti. Il legislatore ha voluto alleggerire questi settori da adempimenti aggiuntivi.
  3. Centri estetici, parrucchieri, tatuatori e attività similari che producono esclusivamente rifiuti non pericolosi, riconoscendo la specificità di queste attività artigianali.
  4. Produttori di rifiuti NON pericolosi non inquadrati in forma di ente o impresa, come i liberi professionisti, che operano individualmente.

Per tutti questi soggetti, l’iscrizione al RENTRI rimane facoltativa e non obbligatoria.

Come capire se la propria attività è esente

Un metodo pratico per valutare se la propria attività rientra tra quelle esenti è:

  • Verificare quanto riportato nella visura camerale per avere un quadro chiaro dell’inquadramento aziendale
  • Controllare se l’azienda ha mai redatto il Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD). Se questo adempimento non è mai stato richiesto, molto probabilmente l’iscrizione al RENTRI non sarà necessaria.

La cosa migliore è valutare caso per caso, in funzione di ciò che è riportato nella visura camerale ed inoltre si può verificare se il soggetto normalmente redige il MUD. Se la redazione del MUD non è mai stata richiesta, allora è molto probabile che il soggetto non debba neanche iscriversi al RENTRI.

Cosa si intende per rifiuti pericolosi

È fondamentale comprendere la distinzione tra rifiuti pericolosi e non pericolosi, poiché questa classificazione determina gli obblighi relativi al RENTRI.

I rifiuti speciali pericolosi sono quelli che contengono sostanze inquinanti e richiedono trattamenti specifici per ridurne la pericolosità.

Tipicamente, i rifiuti pericolosi derivano da settori come:

  • Oli esauriti e solventi
  • Produzione conciaria e tessile
  • Impianti di trattamento dei rifiuti
  • Ricerca medica e veterinaria
  • Raffinazione del petrolio
  • Processi chimici industriali
  • Industria fotografica
  • Industria metallurgica

Conclusioni

La normativa sul RENTRI mira a digitalizzare e rendere più efficiente la tracciabilità dei rifiuti, ma il legislatore ha previsto esenzioni per determinate categorie di produttori, riconoscendo le specificità di alcuni settori e le dimensioni delle imprese.

È sempre consigliabile valutare con attenzione la propria posizione, eventualmente consultando un esperto in materia ambientale per evitare errori che potrebbero comportare sanzioni. Ricordiamo che anche per i soggetti esenti dall’obbligo, l’iscrizione al RENTRI rimane una possibilità volontaria che potrebbe semplificare la gestione documentale dei rifiuti in futuro.

Questo articolo ha carattere informativo e non costituisce consulenza professionale. La normativa ambientale è soggetta a frequenti aggiornamenti, pertanto si consiglia di verificare sempre le disposizioni più recenti.

Chi ha scritto questo articolo​
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Raffaele De Simone

Una laurea in Tecniche della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro e più di 15 anni di esperienza nel settore. Competenze di Professional Organizer per essere ancora più performante e offrire ai clienti quel qualcosa che è in grado di fare la differenza.
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