La gestione dei rifiuti in Italia ha visto l’introduzione del Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI), un sistema che mira a digitalizzare e semplificare il monitoraggio del ciclo di vita dei rifiuti. Tuttavia, non tutte le imprese sono tenute a iscriversi.
Vediamo insieme quali categorie ne sono esenti.
Le categorie esenti dall’iscrizione al RENTRI
L’iscrizione al RENTRI non è obbligatoria per:
- Imprese e enti produttori iniziali di rifiuti NON pericolosi con meno di 10 dipendenti. Queste piccole realtà produttive beneficiano di un’esenzione che permette loro di evitare ulteriori oneri burocratici.
- Aziende che producono rifiuti NON pericolosi appartenenti ai comparti agricolo, edilizio, commerciale e di servizi, indipendentemente dal numero di dipendenti. Il legislatore ha voluto alleggerire questi settori da adempimenti aggiuntivi.
- Centri estetici, parrucchieri, tatuatori e attività similari che producono esclusivamente rifiuti non pericolosi, riconoscendo la specificità di queste attività artigianali.
- Produttori di rifiuti NON pericolosi non inquadrati in forma di ente o impresa, come i liberi professionisti, che operano individualmente.
Per tutti questi soggetti, l’iscrizione al RENTRI rimane facoltativa e non obbligatoria.
Come capire se la propria attività è esente
Un metodo pratico per valutare se la propria attività rientra tra quelle esenti è:
- Verificare quanto riportato nella visura camerale per avere un quadro chiaro dell’inquadramento aziendale
- Controllare se l’azienda ha mai redatto il Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD). Se questo adempimento non è mai stato richiesto, molto probabilmente l’iscrizione al RENTRI non sarà necessaria.
La cosa migliore è valutare caso per caso, in funzione di ciò che è riportato nella visura camerale ed inoltre si può verificare se il soggetto normalmente redige il MUD. Se la redazione del MUD non è mai stata richiesta, allora è molto probabile che il soggetto non debba neanche iscriversi al RENTRI.
Cosa si intende per rifiuti pericolosi
È fondamentale comprendere la distinzione tra rifiuti pericolosi e non pericolosi, poiché questa classificazione determina gli obblighi relativi al RENTRI.
I rifiuti speciali pericolosi sono quelli che contengono sostanze inquinanti e richiedono trattamenti specifici per ridurne la pericolosità.
Tipicamente, i rifiuti pericolosi derivano da settori come:
- Oli esauriti e solventi
- Produzione conciaria e tessile
- Impianti di trattamento dei rifiuti
- Ricerca medica e veterinaria
- Raffinazione del petrolio
- Processi chimici industriali
- Industria fotografica
- Industria metallurgica
Conclusioni
La normativa sul RENTRI mira a digitalizzare e rendere più efficiente la tracciabilità dei rifiuti, ma il legislatore ha previsto esenzioni per determinate categorie di produttori, riconoscendo le specificità di alcuni settori e le dimensioni delle imprese.
È sempre consigliabile valutare con attenzione la propria posizione, eventualmente consultando un esperto in materia ambientale per evitare errori che potrebbero comportare sanzioni. Ricordiamo che anche per i soggetti esenti dall’obbligo, l’iscrizione al RENTRI rimane una possibilità volontaria che potrebbe semplificare la gestione documentale dei rifiuti in futuro.
Questo articolo ha carattere informativo e non costituisce consulenza professionale. La normativa ambientale è soggetta a frequenti aggiornamenti, pertanto si consiglia di verificare sempre le disposizioni più recenti.